In una conferenza il pubblico perdona una slide brutta, ma non un audio che non si capisce. Ecco come deve essere un impianto audio per conferenze perché la voce arrivi chiara fino all’ultima fila, e cosa invece si può evitare.
- Per il parlato conta la chiarezza, non la potenza.
- Serve un microfono per ogni persona che parla, più uno di riserva.
- Dieci minuti di prova prima dell’apertura evitano quasi tutti i problemi.
Prima di tutto: la voce
Per il parlato non serve tanta potenza, serve chiarezza. Due casse attive su stativo, messe ai lati del palco e sopra le teste del pubblico, coprono senza problemi una sala fino a un centinaio di persone. Lo stativo non è un dettaglio: una cassa appoggiata a terra parla alle gambe della prima fila.
In sale lunghe o con molta gente conviene aggiungere una seconda coppia di casse a metà sala, piuttosto che alzare il volume di quelle davanti.
Quanti microfoni servono
La regola è semplice: uno per ogni persona che parla, più uno.
- Relatore singolo: un radiomicrofono palmare, oppure un archetto se deve avere le mani libere.
- Panel con più ospiti: un microfono a testa. Passarselo fa perdere tempo e ritmo.
- Domande dal pubblico: un radiomicrofono dedicato, da far girare in sala.
- Moderatore: il suo, sempre acceso.
Il radiomicrofono dà libertà di movimento, quello a filo non ha batterie da controllare. In un evento lungo è utile averli tutti e due.
Il mixer e chi lo usa
Il mixer serve a regolare ogni microfono per conto suo: alzare chi parla piano, abbassare chi ha la voce forte, chiudere i microfoni che non servono. Con più di due microfoni aperti diventa indispensabile. E serve una persona che lo segua: un tecnico in sala evita fischi, vuoti e microfoni spenti nel momento sbagliato.
Quando i microfoni aperti sono più di due, metti sempre una persona al mixer: è il modo più semplice per evitare fischi e vuoti.
Slide e video
- Proiettore e telo: la soluzione classica per sale che si possono oscurare.
- LED wall: quando la sala è luminosa, o quando lo schermo deve fare anche da scenografia.
- Computer di regia: uno solo, con tutte le presentazioni già caricate e provate. Cambiare portatile a ogni relatore è il modo più sicuro per perdere dieci minuti.
- Audio dei video: se una slide ha un filmato, il computer va collegato al mixer. Sembra ovvio, ma è la dimenticanza più frequente.
Gli errori che si vedono più spesso
- Nessuna prova. Bastano dieci minuti prima dell’apertura per provare microfoni, slide e video.
- Batterie non controllate. I radiomicrofoni si scaricano sempre durante l’intervento più importante.
- Casse dietro ai microfoni. È la causa del fischio: le casse vanno davanti a chi parla.
- Musica d’ingresso dimenticata. Un sottofondo mentre la gente entra cambia l’atmosfera, e non costa nulla.
Impianto audio per conferenze: la dotazione tipo per cento persone
- 2 casse attive su stativo
- 1 mixer
- 2 radiomicrofoni, più uno a filo di riserva
- proiettore e telo, oppure LED wall
- computer di regia
- cavi e prolunghe
- un tecnico per tutta la durata
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Le casse del set sono RCF, scelte perché restituiscono la voce pulita anche a volume basso.
Domande frequenti
Meglio il radiomicrofono o quello a filo?
Il radiomicrofono lascia liberi di muoversi ed è l’ideale per relatori e domande dal pubblico. Quello a filo non ha batterie e non soffre di interferenze: è perfetto come riserva o per un leggio fisso.
Quante casse servono per 200 persone?
Di solito due coppie: una ai lati del palco e una a metà sala. Così il volume resta uniforme senza assordare le prime file.
Serve il subwoofer per una conferenza?
No, per il parlato è superfluo. Ha senso solo se ci sono musica o video con una colonna sonora importante.
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